15-Mischiolino

scritto da Iviola
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Testo: 15-Mischiolino
di Iviola

Il gusto di scrivere è un po’ come il gusto di mescolare i gelati. Quando ero bambina ricordo benissimo la coppetta con i gusti che prendevo - sicuramente non artigianali e fatti con dubbie polverine - e che mi rimaneva un po’ sciolta verso la fine. Erano coppette con colori psichedelici, mica come quelle di oggi tutte nere o a colori neutri. Erano coppette fatte in serie, come le palettine in colori fluo, che volevano evocare paesaggi tropicali, elettrizzanti, felicissimi. Sotto casa mia c’era un unico gelataio che faceva delle cose che oggi farebbero venire i capelli bianchi ai sommelier del gusto, in particolare il limone era una palla ghiacciata, che neanche si riusciva a prelevare per portarla alla bocca. La granita, poi, aveva una quantità esorbitante di succo e io l’adoravo per quello - non era cremosa, ma nevosa, l’unico termine cui mi viene di accostarla, e io la adoravo. Vi lascio immaginare il colore radioattivo degli altri intrugli: verde, blu, rosso. Probabilmente emettevano un lieve lucore con le luci spente del negozio, e forse è per questo che i millennial come me sono a prova di bomba per quanto riguarda malattie e cibi discutibili.
Insomma, il gelato era mezzo sciolto, io tornavo a casa con le mie cinquecento lire di resto - costava tremila lire con due gusti, e tremilacinquecento con aggiunta di panna. Con questa promessa di frescura felice - gusti discutibili dicevamo, e non facevo in tempo a salire i quattro piani di scale del palazzo polveroso e fatiscente dove abitavo, che già ero al mischiolino. Lo chiamavo così, o forse me lo sono inventata negli anni, o me l’avranno detto. Tutti facevano il mischiolino, che veniva particolarmente bene con i gusti delle creme, i miei preferiti. Veniva una specie di semifreddo di gusto indecifrabile che a me procurava soddisfazione quanto ad altri la punta del cornetto, che non ho mai trovato così sconvolgente. Ero una tipa da creme, cremini, creme caramel, panne cotte e tutto ciò che era latteo, pannoso o burroso. Il cioccolato non mi ha mai fatto particolarmente piacere, neanche la nutella. Il mio mondo ideale di dolci è un paesaggio di colline dolci, scivolose, ariose e bianche, al sapore più buono dell’universo: il latte. Quando andai a Siviglia ricordo che scoprii un dolce strepitoso: il dulche de leche, il dolce di latte. E mi ricordai immediatamente la volta in cui provai a fare la crema mou in casa, ricetta facilissima: un kg di zucchero e un kg di latte, si fa bollire e rapprendere per una buona mezz'ora, mescolando di continuo. Il barattolo che ne uscì venne consumato da tutti e tre in meno di una serata.
L’epoca mia della dolciaria era un tripudio di zuccheri e colori accesi - cui però preferivo il mio latteo mischiolino. 
Dicevo, il gusto mio di scrivere somiglia a questo mischiolino: tendo a usare i gusti che più amo - in genere tenui o particolari o classicissimi - e li mescolo, ma li mescolo poco prima di consumare tutta la coppetta, per farne un cremolato indistinguibile dove - per qualche alchimia - a volte si otteneva il Gusto Perfetto. Era questo il bello del mischiolino.
E si provavano tutti i gusti per scoprire la combinazione ideale. 
Ad oggi penso che farei fiordilatte e caramello salato, fiordilatte e malaga, pannacotta e mielericottanoci. Ma potrei trovare altre possibilità, in fondo adesso i gusti di gelato hanno levato un po’ il piacere del mischiolino. 

15-Mischiolino testo di Iviola
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